SETTIMA LEZIONE: IL CONTATTO
- elenateresf
- 12 mag 2020
- Tempo di lettura: 15 min

In questa ultima lezione della prima trance del nostro mini corso di tecnica e teorica per una equitazione di base consapevole, parliamo del contatto, terzo punto della scaletta del training, che completa la base della piramide insieme a ritmo e decontrazione.
Ribadiamo per l’ennesima volta che questi primi tre punti sono imprescindibili per costruire le basi di una equitazione corretta e rispettosa del benessere psicofisico del cavallo e che vanno considerati come un insieme dove ogni punto completa e compenetra l’altro e non separatamente.
Partiamo specificando che nel capitolo sul “contatto” tratteremo tutti i concetti che sono legati ad esso, quindi :
- la differenza sottile ma importante tra contatto e appoggio
- le caratteristiche di un corretto contatto
- i principali difetti di contatto e le loro correzioni
- il concetto di messa in mano
- i test sulla messa in mano
- le principali azioni delle redini e il loro utilizzo
- riflessione conclusiva sulla permeabilità
DEFINIZIONE DI CONTATTO E APPOGGIO

( galoppo allungato: la mano cede verso la bocca consentendo al cavallo di ampliare la falcata)
Partiamo dalla definizione che di questi due concetti viene data nell’echelle de progression
( Federazione Francese di equitazione – Alain Francqueville)
Appoggio : “ L’appoggio è la relazione più o meno ferma tra la bocca del cavallo e la mano del cavaliere. Nel caso di un eccesso di appoggio sull’imboccatura il cavallo ricerca il supporto della mano del cavaliere utilizzata come “ quinta gamba”. Questa situazione negativa ha delle conseguenze nefaste tanto sull’equilibrio che sulla qualità del contatto”
Contatto: “Il rapporto che esiste tra la mano del cavaliere e la bocca del cavallo nel momento in cui il cavaliere prende in mano le redini . La qualità di un buon contatto sono :
- una relazione mano/ bocca stabile e confidente generata da dietro in avanti ;
- Simmetria e morbidezza
Il buon contatto risulta dalla spinta dei posteriori che passa attraverso la schiena e la nuca. Si esprime attraverso la rotondità, con il cavallo capace di portarsi in avanti e verso il basso.
Per apprezzare la qualità di un buon contatto non basta osservare la posizione della testa e dell’incollatura, ma al contrario giudicare il cavallo nel suo insieme e giudicare la qualità della corrispondenza dietro/ avanti.
Il cavaliere deve poter dosare a volontà l’intensità del contatto fino al grado minimo attraverso la discesa di mano”
Aggiungiamo anche la definizione di contatto che si trova nel “ testo guida per la formazione degli istruttori “ della Federazione Italiana:
“il contatto è l’unione elastica , costante e tranquilla tra la mano del cavaliere e la bocca del cavallo. Il contatto costante, fornito dalla capacità del cavaliere di seguire sempre la bocca e dunque i movimenti dell’incollatura nelle sue varie posizioni, è garantito da una attività costante.
Un contatto costante permette al cavallo di stabilizzarsi sulla mano e di trovare scioltezza, regolarità ed equilibrio.
Un buon contatto è strettamente legato ad un buon assetto”
Dunque, riassumendo, i concetti chiave riguardo al contatto espressi in queste definizioni sono:
- Esiste una differenza concettuale sottile ma importante tra il concetto di appoggio e quello di contatto, essendo il primo l’atteggiamento del cavallo che, portandosi avanti, va a prendere appoggio sulla mano del cavaliere ; il secondo è l’azione che compie il cavaliere nel ricevere questo appoggio e nel gestirlo , prendendo contatto
- La relazione che così si genera tra la mano del cavaliere e la bocca del cavallo deve provenire dall’energia sprigionata dai posteriori , trasmessa fino alla mano attraverso una schiena morbida, in modo che il cavallo possa andare a cercare l’appoggio su una mano che lo consente e lo gestisce. Al contrario, tirare con le mani invece di attendere che sia il cavallo a portarsi sulla mano, ha per effetto di bloccare la schiena e di opporsi all’attività dei posteriori
- Il contatto, per essere ben gestito, deve poter essere elastico (spiegheremo dopo cosa si intende per elasticità)
- Per la gestione corretta del contatto è richiesto un assetto e un equilibrio stabile e una gestione coordinata , indipendente e tempistica degli aiuti

( esempio di variazione nella posizione della incollatura nel passaggio da un galoppo riunito ad uno molto riunito nella piroetta al galoppo)
Prima di proseguire è opportuno specificare cosa si intenda per contatto elastico.
In via generale è la capacità della mano del cavaliere di seguire sempre la bocca del cavallo assecondando i movimenti dell’incollatura.
Vale a dire, seguendo e consentendo la bascula dell’incollatura nelle andature basculate ( passo e galoppo) ed essendo in grado di assecondare e seguire la variazione della posizione dell’incollatura, conseguente alle variazioni di ampiezza, di grado di riunione , nello stretching.
Inoltre, una buona gestione del contatto, richiede la capacità fondamentale, da parte del cavaliere, di RESITERE e CEDERE.
Vediamo nuovamente la definizione che viene data di queste due azioni nell’echelle de progression :
Resistere: “ l’azione del cavaliere che oppone la mano ad una resistenza del cavallo. L’azione del resistere deve essere proporzionale a quella del cavallo e deve essere seguita da una discesa di mano non appena la resistenza diminuisca o scompaia. “
Cedere ” azione della mano che diminuisce l’intensità per accompagnare l’accettazione da parte del cavallo a seguito di una resistenza “
La corretta gestione di queste due azioni, e per corretta intendiamo effettuata con il giusto tempismo e la giusta intensità, consente di sciogliere tensioni e opposizioni prima ancora che appaiano evidenti, concorrendo alla creazione di un buon contatto che, come vedremo tra poco, porta alla possibilità di raggiungere la messa in mano.
E’ importante ricordare che nell’azione del resistere deve essere compresa la capacità della mano di agire sulle commessure labiali, al fine di ottenere la masticazione e dunque la decontrazione del massetere. In questo modo si potrà giungere ad ottenere la decontrazione e la permeabilità della nuca tanto ricercata. ( daremo dopo la definizione di permeabilità).
Diamo dunque un quadro riassuntivo degli indici di un buon contatto, per poi andare a considerare quelli che sono i principali difetti o errori di contatto che possono insorgere.
INDICI DI UN BUON CONTATTO:
. un cavallo che si porta con confidenza sulla mano, mantenendo il naso avanti alla verticale
. una bocca calma e decontratta che consente un contatto morbido e leggero
. una nuca permeabile, che sia in regola generale il punto più alto dell’incollatura
. una incollatura che adatti facilmente la sua posizione e attitudine in funzione dell’ampiezza dell’andatura
Un contatto corretto e stabile facilita la gestione della velocità e dell’equilibrio in ogni andatura. Il cavaliere deve poter dosare a piacimento l’intensità del contatto fino al suo grado minimo, che corrisponde alla discesa di mano o al rompere il contatto ( vedi il punto sui test di un buon contatto).
Per apprezzare la qualità di un buon contatto e constatare che il cavallo è bene sulla mano, non è sufficiente osservare l’attitudine dell’insieme testa/collo: Bisogna anche valutare il cavallo nel suo insieme, la sua permeabilità agli aiuti, la sua rotondità, e sentire che la spinta si trasmette fino alla mano passando attraverso un dorso e una nuca morbida.(vedi definizione di permeabilità al punto sulla messa in mano e la riflessione sulla permeabilità come fine ultimo del dressage)

( esempio di un cavallo corretto , che spinge attraverso una schiena morbida, trasferendo integralmente la spinta da dietro in avanti, con una incollatura naturalmente sostenuta e un ottima messa in mano, con il naso leggermente avanti la verticale)
DIFETTI / ERRORI DI CONTATTO:

1. CAVALLO CONTRO LA MANO:
un cavallo si dice contro la mano quando pesa sulla mano, generalmente affrettando e cadendo sulle spalle. Di solito contraendo i masseteri e non accettando di masticare e di cedere alla nuca.
In questo caso , invece di cercare di risolvere lottando contro la bocca e cercando di decontrarre i masseteri e basta, è conveniente lavorare sulla decontrazione in generale e sull’equilibrio. Consigliabile quindi un lavoro di flessione sul circolo, inserendo anche, nel momento in cui il cavallo cominci a cedere nella flessione, delle cessioni nel circolo e/ o delle mobilizzazioni delle anche nel circolo.
Questo tipo di lavoro aiuterà il cavallo ad allungare i muscoli esterni alla flessione, e quindi a sciogliersi e a cominciare a dare un minimo di ingaggio del posteriore interno, guadagnando equilibrio. Questo lo porterà ad alleggerirsi via via sulla mano.
A questo punto sarà possibile aggiungere cessioni alla gamba e transizioni, che completeranno il lavoro di ammorbidimento utile a migliorare anche la qualità del contatto.
2. CAVALLO SOPRA LA MANO:
un cavallo sopra la mano porta di solito la testa molto alta e mostra una schiena bassa e contratta. Questa condizione può essere generata da difetti morfologici o da un precedente lavoro scorretto.
In questi casi può essere utile fare un lavoro preliminare da terra ( alla longe) con sistemi abbassatesta ( gog, chambon o redini pessoa), per invitare il cavallo a distendere l’incollatura, abbassarla e allungare i muscoli del dorso in assenza di peso del cavaliere. Col tempo il cavallo arriverà a percepire gli effetti benefici di questa nuova posizione e sarà più semplice andare ad ottenere una reazione verso il basso anche nel lavoro montato.
Il lavoro a sella dovrà continuare a focalizzarsi molto sul lavoro in stretching
( estensione e distensione dell’incollatura) e su tutti gli esercizi funzionali a stimolare e migliorare una istintiva reazione verso il basso ( gli esercizi di ammorbidimento funzionali allo stretching di cui si è parlato nella seconda lezione sulla decontrazione).
3. CAVALLO DIETRO LA MANO:
E’ un cavallo che si sottrae al contatto non dando appoggio. Molto spesso il problema è associato ad una scarsa energia, poca disponibilità a portarsi in avanti e poca reattività agli aiuti propulsivi.
In questo caso risulta utile invitare decisamente il cavallo ad avanzare , lasciando la mano passiva, fino a percepire l’arrivo dell’appoggio, conservando , poi , un contatto molto leggero.
Se necessario, lavorare anche sulla lezione alla gamba.
E se il cavallo risultasse spaventato dall’imboccatura a causa di errori di lavoro precedenti, può essere di aiuto scegliere imboccature molto gentili, fino ad arrivare ai filetti da doma.
Una volta ottenuto un discreto appoggio, proseguire il lavoro con transizioni frequenti, piccole variazioni di ampiezza e lavoro in stretching. ( prima estensione e poi distensione dell’incollatura)
4. CAVALLO SOTTO LA VERTICALE:
E’ un cavallo che chiude eccessivamente l’angolo testa / collo, portando il naso dietro la verticale.
Questa condizione, che può avere gradi diversi di gravità e che è lesiva per la schiena del cavallo, può essere causato da una azione forte della mano, che quindi andrà immediatamente alleggerita.
Purtroppo, cavalli lavorati in rollkur per lungo tempo, possono arrivare ad accusare il prolassamento del legamento nucale. Questi cavalli, si dice, che sono “ rotti alla terza vertebra cervicale” ; ossia a seguito del lavoro protratto in iperflessione, sono portati a flettere l’incollatura all’altezza della terza vertebra cervicale, invece che a livello dell’articolazione atlante / epistrofeo, e questo, ahimè, anche con azioni molto leggere e sensibili della mano.
Questi cavalli possono chiudersi pesando molto sulla mano o togliendo del tutto appoggio.
Un difetto del genere risulta molto molto difficile da correggere, perché è il risultato di una compromissione fisica, a volte anche importante e irreversibile.
L’unica chanse è cercare di invitare il cavallo ad aprire l’angolo della nuca , cercando una estensione/distensione dell’incollatura, utilizzando un contatto leggerissimo.
Sono cavalli che richiedono cavalieri molto sensibili ed esperti.
E anche in questi casi, non sempre sono recuperabili.
5. CAVALLO CHE DIGRIGNA I DENTI, CHE MASTICA NERVOSAMENTE , CHE APRE LA BOCCA, CHE MOSTRA LA LINGUA:
Sono, questi, tutti difetti di contatto e di appoggio, che possono avere le origini più diverse: a partire da una mano dura, forte, insensibile, a problemi di decontrazione fisica o psicologica, fino a veri e propri disagi fisici che, se non scompaiono con un attento lavoro sulla decontrazione e sulla qualità del contatto da parte del cavaliere , devono essere indagati anche con un supporto veterinario.

( cavallo gravemente contratto, con schiena bassa , vistosamente dietro la verticale e che pesa sulla mano)

( evidente differenza tra un cavallo corretto - immagine a destra- e un cavallo contratto, con schiena bassa, pesante sulla mano, e in una posizione di ramener forzato - immagine a sinistra)
LA MESSA IN MANO
Strettamente legato al concetto di contatto , è quello di MESSA IN MANO.
Anche in questo caso andiamo a riportare la definizione di messa in mano che si trova nell’Echelle de progression:
“ La messa in mano è quello stato di decontrazione della bocca e della nuca nell’attitudine del ramener , in cui l’incollatura si presenta più o meno rilevata e arrotondata a seconda del grado di addestramento raggiunto e a seconda dell’ampiezza dell’andatura . La testa deve essere ferma e , in generale, la punta del naso leggermente avanti la verticale, la nuca morbida che rimane il punto più alto dell’incollatura”.
In questa definizione vediamo citato il termine francese “ ramener” che non trova una efficace traduzione italiana che renda l’idea della complessità del suo significato. Per questo, invece di cercare di tradurre, riportiamo la definizione di ramener:
“ attitudine elegante che risulta dalla corretta chiusura dell’angolo testa-collo, in cui la nuca resta il punto più alto. Un corretto ramenr presuppone che la base dell’incollatura sia correttamente posizionata e che risalga grazie alla spinta del corpo del cavallo verso la sua testa. Questa attitudine testimonia la flessibilità della nuca. Questa posizione non deve essere ottenuta attraverso l’azione della mano che porti la punta del naso indietro, ma attraverso la spinta che porti un franco appoggio sull’imboccatura e una nuca permeabile in grado di cedere alle minime azioni della mano. Si dice in questo caso che il cavallo è franco sulla mano” ( echelle de progression)

( corretta messa in mano in condizione di riunione)
Possiamo notare che , nella definizione di messa in mano, si toccano punti chiave che ci fanno procedere verso il salto alla seconda parte della scaletta del training, che porta verso l’impulso , la rettitudine e infine la riunione.
Intanto perché la progressione del grado e della qualità della messa in mano vanno di pari passo e sono strettamente legati al livello raggiunto di addestramento e allenamento, e perché chiama decisamente in causa il concetto di permeabilità agli aiuti che, come vedremo in conclusione, dovrebbe essere il fine ultimo dell’addestramento.
I gradi diversi di messa in mano sono strettamente legati alla capacità del cavallo di rilevare l’incollatura in modo non forzato, a seguito di una maggior capacità di portare peso sui posteriori e abbassare le anche , che è il frutto di una aumentata capacità di flessione toraco/lombare e cervicale.
Da ciò capiamo l’importanza della decontrazione e degli esercizi di ammorbidimento per procedere e progredire nella scaletta del training e capiamo come siano esercizi che hanno un effetto sul miglioramento sulla qualità della messa in mano.

( corretta messa in mano in condizione di stretching)
Prima di concludere il capitolo sul contatto con la definizione di permeabilità agli aiuti, potremmo riassumere che , una buona messa in mano, costante in tutte le andature e in tutte le transizioni, indipendentemente dal grado di addestramento raggiunto, è il frutto di un cavallo che spinge correttamente con i posteriori , potendo trasferire il movimento da dietro in avanti attraverso una schiena morbida e decontratta e con una nuca permeabile alle azioni della mano.
Quindi, in estrema sintesi, il raggiungimento di un buon livello dei primi tre punti della scaletta del training, un buon ritmo, una buona decontrazione e un corretto contatto, portano ad una buona messa in mano, premessa fondamentale per poter procedere ai successivi punti della scaletta del training, nel percorso di addestramento e allenamento che porta verso la riunione.

( gradi diversi di messa in mano nell'evoluzione dell'addestramento/allenamento, dalle andature di lavoro a quelle riunite, con corrispondenza tra rilevamento dell'incollatura e abbassamento delle anche)
Specifichiamo dunque cosa si intenda con permeabilità agli aiuti, che nel caso del contatto si riferirà agli aiuti di mano e che riguarderà in specifico la nuca del cavallo, ma che porta un senso più ampio e che riguarda la rispondenza agli aiuti nella sua totalità e chiama in causa tutto il corpo del cavallo.
Definizione di PERMEABILITA’:
“Qualità del cavallo che, in uno stato di generosa energia dal dietro verso l’avanti, accetta l’influenza degli aiuti in tutte le parti del suo corpo ( dorso, nuca, bocca) senza restrizioni. E’ lo stato di un cavallo elastico e morbido nelle sue articolazioni e in cui la spinta passa attraverso la schiena, in assenza di qualsiasi contrazione, che obbedisce con buona volontà, calma e precisione alle richieste del cavaliere. Questa qualità è indice di un cavallo ben addestrato”( echelle de progression)
A conclusione , riporteremo una considerazione di Alain Francqueville sulla permeabilità agli aiuti come fine ultimo del dressage, perché questo ci proietta verso la parte alta della scaletta del training ( che sarà argomento del prossimo corso) e ci dà una considerazione finale conclusiva sul senso dell’addestramento, di cui avevamo parlato a inizio corso e che , a questo punto, possiamo riconsiderare alla luce di tutto ciò che è stato trattato in queste lezioni.
Prima di concludere, però , ancora due considerazioni importanti legate al capitolo del contatto : i test sul raggiungimento di un buon contatto e i principali effetti di redine ( quali sono, a cosa servono, quando e come utilizzarli).
TEST SUL RAGGIUNGIMENTI DI UN CORRETTO CONTATTO
E DI UN CAVALLO SULLA MANO

( esempi del lasciar sfilare le redini - immagine a sinistra - e del rompere il contatto - immagine a destra)
Un cavallo è sulla mano ( anche se non ancora “ nella messa in mano”), quando, con una locomozione corretta, si presenta morbido, con un appoggio confidente e leggero, e permeabile alle azioni della mano del cavaliere. Mostra la sua capacità di prendere appoggio sull’imboccatura e di accettare il contatto della mano del cavaliere, grazie all’azione di spinta dei posteriori che passa attraverso la schiena e la nuca. Si può verificare che questa relazione è corretta attraverso due esercizi:
- Lasciar sfilare le redini in completa discesa di mano: il cavaliere perde volontariamente il contatto aprendo le dita e lasciando sfilare le redini; il cavallo deve allungare il collo, aprendo l’angolo della nuca, senza cadere sulle spalle o affrettare ( è anche un ottimo test di raggiunta decontrazione.)
- Rompere il contatto: è anche questa una forma di discesa di mano. Il cavaliere deve poter avanzare decisamente una o due mani, “ rompendo” il contatto per qualche falcata, senza sfilare le redini e il cavallo deve poter mantenere la sua attitudine , il suo equilibrio e l’andatura senza alcuna variazione. Segno che non utilizza la mano del cavaliere come supporto per equilibrarsi e che la posizione dell’incollatura non è forzatamente costruita dalla mano del cavaliere. Indice dunque che il cavallo è in grado di “ portarsi” da solo nell’attitudine corrispondente al suo grado di addestramento.

( evidente azione del rompere il contatto, cedendo vistosamente, in condizione di massima riunione nel piaffè)
PRINCIPALI EFFETTI DI REDINE
Per semplicità ci limiteremo a parlare dei principali e più semplici effetti di redine, utili ad un livello elementare di addestramento , quando e come utilizzarli.
E’ importante ricordare che le azioni di mano non sono mai singole e isolate: sono sempre azioni che si combinano a quelle dell’assetto e delle gambe.
Ed è anche importante ricordare che la posizione delle mani di base deve essere appena al di sopra del garrese, davanti all’arcione della sella. Risultato di una posizione dei gomiti leggermene piegati e che , in via generale, devono restare parallele, posizionate a corridoio.
Abbiamo già parlato dell’azione del resistere e cedere, che possono essere classificati fra gli effetti di redine.
Aggiungiamo la redine diretta, la redine d’apertura e la redine d’appoggio.
1. Redine diretta : è l’azione della redine che utilizziamo, per intenderci, nel momento in cui, utilizzando l’azione del busto e delle spalle, chiediamo un piazzamento laterale della nuca. E’ l’azione che si compie normalmente nell’esecuzione di una linea curva. Porta al piego della nuca e va eseguita a partire dalla rotazione del busto .
2. Redine d’apertura: è una azione che si compie allontanando una mano dall’incollatura, e rompendo il parallelismo . Può essere più o meno accentuata. Può essere associata ad una azione di redine diretta , portando in questo caso ad una flessione più o meno eccentuata dell’incollatura. Se associata alla redine di appoggio , consente lo spostamento delle spalle del cavallo. Anche in questo caso può essere associata anche ad una azione diretta che genera flessione
( come , per esempio, nella spalla in dentro).
3. Redine d’appoggio: è una azione che si compie appoggiando la redine all’incollatura. Porta in via generale uno spostamento delle spalle del cavallo nella direzione opposta se agisce con intensità, ma può anche fungere da semplice redine di contenimento delle spalle.
Le azioni di redine sono quasi sempre associate tra di loro e , come già detto nel capitolo sull’uso degli aiuti, consentono di agire su tutto l’avan- treno: incollatura, nuca, spalle.
RIFLESSIONE SULLA PERMEABILITA’ COME FINE ULTIMO DEL DRESSAGE

Riportiamo qui, a conclusione di questa prima parte di corso, la riflessione sulla permeabilità come fine ultimo dell’addestramento del grande tecnico, ecuyer del cadre noir, giudice internazionale di dressage, selezionatore della squadra olimpica francese di dressage per anni, nonché responsabile formazione per la federazione francese, che ci ha spesso accompagnato in questo escursus: Alain Francqueville
“Essere all’ascolto o permeabile agli aiuti significa che il cavallo accetta gli aiuti del cavaliere, in particolare agli aiuti propulsivi di assetto e gambe , in uno stato di completa decontrazione. Deve realizzare i movimenti richiesti senza esitazione, con franchezza e con dei posteriori che assicurino la proiezione , mostrando anche una forza attiva e propulsiva verso l’alto. Di contro, l’azione degli aiuti di contenimento, attraverso l’intermediazione delle redini, deve permettere di reinviare parte di questa energia fino ai posteriori, attraverso la bocca, la nuca, l’incollatura, il dorso, senza incontrare alcun blocco o resistenza in alcun punto del corpo del cavallo.
Il cavallo è permeabile nel momento in cui si mostra morbido in tutti gli esercizi, nel momento in cui risponde a tutti gli aiuti del cavaliere, accetta mezze fermate e transizioni senza alcuna esitazione, rimanendo all’ascolto degli aiuti del cavaliere i più leggeri possibile.
La permeabilità permette il mantenimento perfetto del ritmo e dell’equilibrio in tutte le andature e transizioni.
E’ soltanto quando il cavallo si muove con leggerezza e decontrazione che l’energia dei posteriori si può trasmettere attraverso tutto il corpo del cavallo. Senza questo stato di completa decontrazione e morbidezza, gli aiuti necessari alle transizioni discendenti non possono avere effetto sui posteriori attraverso la bocca, la nuca, l’incollatura, il dorso.
La permeabilità è altresì la condizione per la franchezza di rispondenza agli aiuti propulsivi.
Nel momento in cui si agisce al fine di orientare il cavallo in un movimento e di controllare la sua attività , solo il fatto che sia in impulso , morbido nella schiena, gli permetterà di realizzare qualunque esercizio agevolmente.
Fino a che il cavallo non è completamente il linea, diritto, non potrà accettare le mezze fermante nello stesso modo sulle due redini, né progredire nelle linee curve senza rischiare che i posteriori scappino da una parte o dall’altra. Questa rettitudine, sulla linea curva, è assolutamente essenziale
Per far progredire l’equilibrio verso la riunione e generare un miglioramento dell’attitudine dell’incollatura e quindi del grado di messa in mano.
Quando il cavallo arriva a potersi muovere riunito, con i due posteriori che spingono ugualmente avanti e verso l’alto, essendo capace di spostare il peso sui posteriori senza irrigidirsi, è l’indicazione che ha raggiunto un alto grado di permeabilità.”

Con questa riflessione concisa ma completa sulla permeabilità , concludiamo il primo corso, dedicato ai primi tre punti della scaletta del training, avendo ben chiarito come questi primi punti siano fondamentali, indispensabili e necessari per proseguire nella scalata della piramide verso la costruzione delle possibilità fisiche per il cavallo di giungere al più alto grado di equilibrio, permeabilità, leggerezza, e flessibilità che è la riunione.
Bibliografia:
Echelle de progression - Federazione Francese Sport Equestri
Testo Guida per la formazione degli istruttori - Federazione Italiana Sport Equestri
Biomeccanica e allenamento - Jean Marie Denoix
Dressage: enseigner, entrainer, coacher - Alizèe Fromment , Mathieu Gautier
Alla ricerca dell'equilibrio: principi classici per la performance del cavallo - Gerd Heuschmann
Les assouplissements du cheval - Guillaume Henry
La palestra del cavallo - Gustav Steinbrecht
Opere complete - Nuno Oliveira
Questioni equestri - Alexis L'Hotte
Centered Riding - Sally Swift
Equitazione ragionata - Licart



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